L’Opera di Pechino porta in scena splendidi costumi stampati in 3D

Costumi stampati in 3D per Opera di Pechino | MonzaaMakers

L’Opera di Pechino porta in scena splendidi costumi stampati in 3D

Abbiamo appena parlato dei vestiti stampati in 3D e di come essi si stiano facendo largo nel campo della moda tanto da essere indossati da Miss Multiverse Australia, e del tessuto stampato in 3D in grado di refrigerarsi. Ciò pone l’accento sull’utilizzo sempre crescente di elementi stampati in 3D nel settore dell’abbigliamento, di qualsiasi tipo.
Anche in ambiti più particolari. Come, ad esempio, il cosplay: noi stessi abbiamo effettuato scansioni 3D sul volto di alcuni cosplayer per poi stampare in 3D maschere e costumi ‘su misura’ dei lineamenti. E come, ad esempio e soprattutto, il teatro: ormai in tanti avete visto le nostre maschere realizzate per lo spettacolo Il cerchio della vita de Il Re Leone nell’ambito del progetto Makers For Art, ma nel caso ve le foste perse, ecco qui un paio di foto.
Maschere stampate in 3D de Il Re Leone per spettacolo teatrale | Makers For Art | MonzaMakers
Maschere stampate in 3D de Il Re Leone per spettacolo teatrale | Makers For Art | MonzaMakers
Ma dopo le nostre maschere, a Londra andranno in scena anche dei meravigliosi costumi stampati in 3D nel celebre dramma cinese Farewell My Concubine (conosciuto in Italia come Addio mia concubina, che è stato anche tradotto in film) dell’Opera di Pechino.
Il merito è di due studenti cinesi del Royal College of Art di Londra: Mingjing Lin e Tsai-Chun Huang, il primo specializzato nelle pieghe dei tessuti, il secondo in stampa 3D. Dall’unione delle loro forze sono nati i costumi stampati in 3D (il progetto si chiama Fold the Interfashionality) che sono un perfetto connubio tra artigianato classico e tecnologie innovative.
Costumi stampati in 3D per Opera di Pechino | MonzaaMakers
Costumi stampati in 3D per Opera di Pechino | MonzaaMakers
Le pieghe sono appunto il tema principale dei costumi stampati in 3D per Farewell My Concubine, che comprendono sia accessori che indumenti veri e propri. Esteticamente il risultato è mozzafiato, infonde un mix di emozioni contrastanti per via della bellezza del prodotto, ma anche della sua drammaticità e dell’aura ‘ultraterrena’. I costumi saliranno sul palcoscenico per la prima volta il 1° dicembre 2017 in occasione della proiezione esclusiva dello spettacolo al Royal College of Art di Londra, scuola dei due designer.
Costumi stampati in 3D per Opera di Pechino | MonzaaMakers
Costumi stampati in 3D per Opera di Pechino | MonzaaMakers
Costumi stampati in 3D per Opera di Pechino | MonzaaMakers
Ma come è possibile che gli attori indossino dei costumi stampati in 3D con la comodità necessaria per muoversi agilmente sul palco? È presto detto: grazie al materiale utilizzato. Per realizzare i costumi Lin e Huang si sono rivolti a Sinterit, un’azienda polacca produttrice di stampanti 3D, e in particolare hanno fatto ricorso alla stampante a tecnologia SLS (sinterizzazione laser), la Sinterit Lisa (stampante 3D SLS a basso costo, appena 4.990 dollari). Il materiale utilizzato è un TPU (poliuretano termoplastico) chiamato Flexa Black.
Costumi stampati in 3D per Opera di Pechino | MonzaaMakers
Il Flexa Black, molto simile alla gomma, garantisce flessibilità e quindi movimento, non è fastidioso al contatto con la pelle, si adatta perfettamente e mantiene comunque la sua struttura. “In futuro questo tipo di materiale stampato in 3D con tecnologia SLS può portare a ulteriori ricerche su una relazione tra movimento, moda e corpo”, ha commentato la stessa Sinterit sul suo blog.
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L’Opera di Pechino porta in scena splendidi costumi stampati in 3D ultima modifica: 2017-11-16T11:14:14+00:00 da Fabrizio Scalco

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