Come la stampa 3D risolve un crimine. Parola di poliziotto

Come la stampa 3D risolve un crimine

Come la stampa 3D risolve un crimine. Parola di poliziotto

Tempo fa vi avevamo parlato delle armi stampate in 3D e di come si stia cercando di limitarne la fabbricazione e l’utilizzo, ma ora è giunto il momento di parlare dell’altra faccia della medaglia, ovvero come la stampa 3D risolve un crimine, diventando una valida alleata delle polizie di tutto il mondo.
Non è fantascienza, non è uno scenario da Blade Runner o da indagini futuristiche in stile Minority Report. È già realtà.
Ma in che modo la stampa 3D risolve un crimine? Come raccontato dal portale policeone.com, l’Additive Manufacturing viene utilizzato per ricreare scene del crimine, incidenti stradali, impronte digitali di mani e piedi, così come modelli architettonici utili a pianificare incursioni di reparti speciali in determinati edifici e utili per le analisi e le valutazioni in tribunale. Addirittura alcune realizzazioni in stampa 3D servono all’anti-terrorismo per predisporre interventi mirati.
Come la stampa 3D risolve un crimine
In diverse indagini è stato inoltre ricreato il cranio danneggiato (o altre ossa), in seguito a scansione 3D, di qualche povera vittima di crimini efferati per permettere agli inquirenti di svolgere tutti i rilievi del caso. È l’esempio della bambina di 6 anni, Ellie Butler, uccisa a Sutton, in Inghilterra, nel 2013. O ancora della 47enne Jane Doe, il cui cranio è stato ricreato dalla polizia di New York così da poter ricostruire il volto della vittima. O ancora di un caso risolto dalla polizia dell’Ohio, in partnership con la Ohio State University, che ha ricreato alcuni parti del corpo di una donna ritrovata senza vita, permettendo di identificarla. Ecco quindi come la stampa 3D risolve un crimine.
Come la stampa 3D risolve un crimine
Le riproduzioni stampate in 3D possono essere maneggiate, analizzate, studiate dagli inquirenti senza timore di danneggiare una prova o peggio compromettere un caso. E in futuro la stampa 3D sarà sempre più utilizzata nelle indagini scientifiche. È quello che si evince dalle parole di Eugene Liscio, Presidente dell’International Association of Forensic and Security Metrology: “Esiste una particolare esigenza di tecniche innovative che permettano di presentare chiaramente le patologie in tribunale. I modelli stampati in 3D offrono una vera tridimensionalità e un componente aprico che rende la comprensione più facile per gli uomini della medicina legale”.
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Come la stampa 3D risolve un crimine. Parola di poliziotto ultima modifica: 2017-09-28T10:09:48+00:00 da Fabrizio Scalco

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