Stampa 3D e architettura: ecco perché conviene creare plastici con l’Additive Manufacturing

Plastico stampato in 3D | Stampa 3D e architettura | MonzaMakers

Stampa 3D e architettura: ecco perché conviene creare plastici con l’Additive Manufacturing

Uno dei settori che sicuramente ha tratto più giovamento dall’avvento della stampa 3D e dalla sua diffusione sempre più rapida che va di pari passo con continue innovazioni tecnologiche è l’architettura. Stampa 3D e architettura sono due settori inscindibili.
Lo possiamo affermare anche se la consapevolezza che la prototipazione rapida sia la soluzione ottimale per gli studi di architettura che necessitino di realizzare plastici o modelli estetici non sia ancora pienamente diffusa, per usare un eufemismo.
Tanti professionisti non hanno ancora compreso che stampa 3D e architettura sia un connubio che permette di risparmiare denaro e soprattutto tempo. Questo perché, come per ogni settore industriale e non, l’Additive Manufacturing consente di creare plastici in scala perfettamente fedeli all’originale con massima precisione e con una fluidità di realizzazione che la produzione sottrattiva – e quindi il metodo tradizionale – non può garantire.
Ovviamente il connubio stampa 3D e architettura viene maggiormente avvalorato dalla tecnologia CJP (ColorJet Printing), che crea plastici in gesso resinato con la particolarità di poter stampare in 3D direttamente in più di 6 milioni di colori (praticamente con la scala colori di Photoshop): i modelli stampati in 3D con questa tecnologia godono di una resa estetica senza pari e sono perfetti per colpire l’occhio con un prodotto praticamente identico all’edificio che si vuole riprodurre in scala. Permette infatti di particolareggiare le facciate di qualsiasi costruzione, sia nella forma che nel colore, con dettagli minimi, incassi, sbalzi e qualsiasi altro elemento architettonico.
Tuttavia – sempre che il modello 3D lo permetta – è possibile realizzare anche plastici in materiale plastico con tecnologia FDM (Fused Deposition Modeling) o tecnologia FFF (Fused Filament Fabrication): il PLA bianco (clicca qui per visualizzare le caratteristiche dei diversi materiali) è un ottimo prodotto per l’Additive Manufacturing di questo tipo di riproduzioni, soprattutto se si necessita di post-produzione di qualsiasi tipo, dalla verniciatura all’incollaggio, dalla stuccatura alla carteggiatura. Le foto qui sotto mostrano proprio un plastico (fotografato appena uscito dalla stampante 3D) in PLA (acido polilattico), prima di essere sottoposto a post-produzione, che ci ha commissionato uno studio di architettura della Brianza.
Plastico stampato in 3D | Stampa 3D e architettura | MonzaMakers
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Plastico stampato in 3D | Stampa 3D e architettura | MonzaMakers
Plastico stampato in 3D | Stampa 3D e architettura | MonzaMakers
A breve pubblicheremo le foto e le specifiche definitive del plastico, successive alla post-produzione, con i credit allo studio di architettura. Seguiteci per scoprire tutto.
In conclusione: stampa 3D e architettura sono destinate a svilupparsi l’una accanto all’altra. Entrambi i settori, se in connubio tra loro, hanno grandi margini di crescita e di evoluzione.
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Stampa 3D e architettura: ecco perché conviene creare plastici con l’Additive Manufacturing ultima modifica: 2017-02-09T15:56:21+00:00 da Fabrizio Scalco

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