Made in Space: la Nasa stampa in 3D nello spazio

Made in Space, la stampante 3D fabbricata dalla Nasa per produrre nello spazio.

Made in Space: la Nasa stampa in 3D nello spazio

Anche la Nasa, con ‘Made in Space’, ha intuito le immense potenzialità e soprattutto le infinite migliorie conseguibili con la stampa 3D. Diciamo che l’agenzia governativa responsabile del programma spaziale USA è abbastanza grande per poter affermare senza timori di essere smentiti in futuro che ormai sia palese a tutti: la prototipazione rapida sarà essenziale da qui ai prossimi anni, forse meno dei 100 preventivati dal team di Samsung SmartThings (nel saggio ‘The SmartThings Future Living Report) per vedere realizzati i veri e propri miracoli fantascientifici previsti.
Made in Space, la stampante 3D fabbricata dalla Nasa per produrre nello spazio.
Made in Space, per l’appunto: è una start-up fondata proprio dalla National Aeronautics and Space Administration che si occupa della produzione di una particolare stampante 3D in grado di prototipare nello spazio. “Capirai – diranno i meno attenti – che vezzo, che spreco di soldi”. E invece tutt’altro: i soldoni verranno risparmiati in grande quantità perché con un’innovazione tecnologica del genere i costi diminuiscono infinitamente.
Perché? Innanzitutto perché per fare arrivare qualsiasi oggetto agli astronauti impegnati all’International Space Station (ISS) c’è bisogno innanzitutto di un’astronave e di quantità industriali di carburante. Anche perché non sarebbe esattamente un viaggetto Milano-Torino: casello, un’oretta e mezza e una trentina di euro tra pedaggio e benzina. Ogni oncia di peso caricata su un razzo costa migliaia di euro, senza contare le spese di spedizione.
Insomma, serve (o meglio, serviva) una soluzione per ovviare a questi problemi. E Made in Space cade a fagiolo. Gli astronauti (tra cui la ‘nostra’ Samantha Cristoforetti) hanno già collaudato un prototipo di questa innovativa stampante 3D e il progetto è a tal punto avviato che la Nasa lo ha già presentato nel suo parco di ricerca nella Silicon Valley. Il 23 marzo 2016 la versione definitiva di Made in Space verrà caricata su un’astronave e spedita all’ISS, il cui equipaggio la utilizzerà per produrre da sé eventuali pezzi di ricambio e per darsi da fare con esperimenti di vario genere.
Made in Space, la stampante 3D fabbricata dalla Nasa per produrre nello spazio.
Made in Space, la stampante 3D fabbricata dalla Nasa per produrre nello spazio.
Per il prossimo futuro però i piani sono altri, ben più ambiziosi. La Nasa ha rifornito le casse della sua start-up con 20 milioni di dollari (circa 18,2 milioni di euro) e già è un sentore che negli States puntano forte su Made in Space. Inoltre Made in Space sarà protagonista di due svolte incredibili, una legata alla dimensione di stampa e l’altra ai materiali utilizzati per stampare.
Made in Space, la stampante 3D fabbricata dalla Nasa per produrre nello spazio.
Per quanto riguarda le dimensioni la start-up sta lavorando in sordina su Archinaut, un sistema che – secondo quanto riferito dalla società di proprietà Nasa – permetterà di stampare in 3D strutture mastodontiche che potranno essere assemblate direttamente nello spazio dai robot. “Ho visto cose che voi umani…”. Ora come ora strutture del genere vengono prodotte sulla Terra, ripiegate su se stesse (tant’è che in gergo vengono chiamate ‘origami’) e legate al razzo adibito alle ‘consegne galattiche’, con tutte le precauzioni del caso e con una marea di rischi annessi.
Per quanto riguarda i materiali di stampa, invece, la volontà è quella di creare oggetti a partire dalle materie prime che si possono trovare nello spazio, compresi quelli naturalmente presenti sulla superficie della Luna o su quella di Marte. Roba dell’altro mondo, in tutti i sensi.
Made in Space, la stampante 3D fabbricata dalla Nasa per produrre nello spazio.
Le dichiarazioni di Andrew Rush, amministratore delegato di Made in Space, riassumono tutte le potenzialità della ‘sua’ stampante 3D: “Puoi portarci un file 3D su una chiavetta USB e noi la possiamo spedire digitalmente nello spazio. Con la stampa 3D possiamo creare quell’oggetto e risparmiare tempo, soldi e fatica che non risparmieremmo se lo caricassimo su un razzo”.
“Sulle dimensioni di stampa posso dire che tra pochi anni – ha proseguito l’ad – potremo prototipare parabole radiofoniche giganti che potrebbero servire migliaia e migliaia di persone, o fare scienza a livelli inimmaginabili, o scrutare a fondo nel passato dell’universo. L’ambiente spaziale è un ambiente molto prezioso e unico; possiamo creare cose che sarebbero semplicemente impossibili da fabbricare sulla Terra. Questo ci permetterà davvero di vivere lontano dal nostro pianeta d’origine, non solo in micro-gravità, ma anche su altre lune e altri pianeti”.

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Made in Space: la Nasa stampa in 3D nello spazio ultima modifica: 2017-02-23T14:46:36+00:00 da Fabrizio Scalco

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