Stampa 3D: un grande traino per l’economia locale

Stampa 3D ed economia locale

Stampa 3D: un grande traino per l’economia locale

Come diceva Pasolini, come ha ripetuto Monicelli: “La speranza è una trappola”. Ed è vero, inutile negarlo. Prendiamo l’ormai celebre ‘crisi’, quella che perdura dal lontano 2008. Sperare di uscirci può rinfrancare l’animo, ma occorre rimboccarsi le maniche e inventarsi qualcosa per rilanciare l’economia e soprattutto – perché è da lì che si parte – per rilanciare l’economia locale, le microeconomie.
In un anno di MonzaMakers abbiamo capito, dopo analisi scientifiche ed empiriche e fior fior di numeri, che la stampa 3D è un’ottima soluzione per il rilancio dell’economia locale. Non stiamo parlando direttamente della nostra azienda, ma della prototipazione rapida come traino per le altre aziende, per gli altri attori della nostra economia locale (e non solo, comunque!).
Il motivo è che la stampa 3D è quel traino che serviva per la creazione di nuovi cluster, inediti, efficienti, funzionali e remunerativi.

INNOVAZIONE —> CURIOSITÀ —> LAVORO

Facciamo una doverosa premessa prima di entrare nel dettaglio della questione economia locale. La stampa 3D è innanzitutto innovazione: abbiamo ripetuto spesso che la stampa 3D non sia altro che un ‘nuovo’ metodo di produzione additiva che comporta una serie di vantaggi, ma bisogna riconoscere che un settore nuovo, in ogni caso, attira curiosità. E dalla curiosità nasce lo spirito di iniziativa, e la voglia delle aziende e dei privati di lanciarsi in una novità che – perché no? – potrebbe portare vantaggi economici e temporali (e li porta, fidatevi, lo sappiamo).

PROTOTIPAZIONE RAPIDA E RISPARMIO

Dicevamo dei vantaggi economici e temporali. Come già evidenziato più di una volta, il risparmio di soldi per le aziende che si affidano ai service di stampa 3D è notevole rispetto alla realizzazione degli stessi prototipi con i ‘metodi tradizionali’, costruiti spesso a mano. Inoltre la precisione è molto più ‘matematica’, il prototipo è riproducibile all’infinito con lo stesso file 3D e le tempistiche si riducono drasticamente (in poche ore, o anche meno, il prototipo è pronto).
Come si traduce il tutto in benefici per l’economia locale? Le aziende che ricorrono alla prototipazione rapida risparmiano, come detto, soldi e tempo. Il che permette di investire i soldi risparmiati, di impiegare il tempo risparmiato per l’ottimizzazione del prodotto, per l’ideazione di altri prodotti, per dedicare di più alla rete di vendita, ecc ecc…

LA POST-PRODUZIONE ESTERNALIZZATA

La stampa 3D è soprattutto prototipazione rapida, ma certamente è possibile sfornare anche prodotti finiti. Certo è difficile, ma non impossibile, che un prodotto esca finito dalla stampante 3D; altrimenti serve la post-produzione, ovvero tutte quelle lavorazioni postume alla stampa 3D che ‘completano’ un oggetto. Determinate lavorazioni le gestiamo in azienda: lucidature varie, carta-vetro, assemblaggio di prodotti modulari e altri passaggi relativamente semplici.
Capita però che un determinato cliente, azienda o privato, commissioni una texture o una verniciatura particolari o qualsiasi altra lavorazione più tecnica. Come in ogni campo, si sa che la cosa migliore è affidare un lavoro ai professionisti del settore. Per questo gli oggetti stampati in 3D, prototipi e non, vengono spediti da verniciatori, aerografi, carrozzieri, artisti, designer, falegnami e artigiani di ogni settore: ecco dove l’economia locale trae giovamento dalla stampa 3D. Ecco, in sostanza, la creazione del cluster, di una rete di professionisti interconnessi.

UNA LAVORAZIONE PARTICOLARE: LA CERA PERSA

Non è affatto da sottovalutare la cera persa, un procedimento che con la nascita della stampa 3D ha riconquistato vigore e immense potenzialità. Con stampanti 3D professionali (o stampanti 3D industriali) come la nostra ProJet 3510 SD a tecnologia MJP (MultiJet Printing) che vanta una precisione sull’asse delle Z di 32 µm e che stampa con una resina calcinabile, è possibile realizzare negativi per stampi estremamente dettagliati dove poi verrà colato il metallo richiesto.
Il tutto, in chiave economia locale, si traduce con la collaborazione degli stampatori 3D con altre due figure professionali, creando di fatto una piccola catena di produzione necessaria per questa tipologia di prodotto: chi realizza lo stampo e chi si occupa della colata del metallo, ovvero l’orafo o le aziende che dispongano della strumentazione apposita.

LA RETE DI VENDITA

La stampa 3D serve appunto in gran parte per la creazione di prototipi, ma anche – come detto poco sopra – a produrre oggetti finiti, di design. In che modo l’economia locale può accrescere sotto questo punto di vista? È presto spiegato: con la rete di vendita.
Noi di MonzaMakers abbiamo lo shop online sul nostro sito, ma non tutti ne dispongono e in ogni caso l’e-commerce non può essere considerato il metodo esclusivo di vendita. Per questo per i negozi, soprattutto quelli vicini all’azienda di stampa 3D produttrice, vendere prodotti stampati in 3D rappresenta una nuova opportunità. Il cliente finale vuole toccare con mano, osservare ed esporre un prodotto relativamente ‘nuovo’ cattura indubbiamente l’attenzione e la curiosità dell’avventore. In questo modo l’economia locale viene alimentata dalle percentuali che i rivenditori incassano sui prodotti in vendita.

CONCLUSIONE

In conclusione la stampa 3D può essere la via per il rilancio di un’azienda, di una serie di aziende o addirittura di una economia locale. Questo perché da una parte l’azienda che ricorre a un service di stampa 3D risparmia tempo e denaro e quindi è invogliata a rivolgersi a stampatori 3D per la produzione di prototipi. Dall’altra perché la stampa 3D mette in moto una serie di professionisti interconnessi che collaborano per la creazione del prodotto finale o di un prototipo che risponda fedelmente alle caratteristiche tecniche ed estetiche richieste da chi commissiona la prestazione.
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Stampa 3D: un grande traino per l’economia locale ultima modifica: 2016-11-03T10:40:44+00:00 da Fabrizio Scalco

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