Stampa 3D: ecco perché Archimede ha proprio ragione!

Archimede Pitagorico e la stampa 3D nel mondo Disney.

Stampa 3D: ecco perché Archimede ha proprio ragione!

Sta facendo il giro del web, in questi giorni, una vignetta presa presumibilmente da un giornalino (Topolino?) della Disney. Si vede Archimede Pitagorico, il geniale inventore di Paperopoli ideato dalla penna di Carl Barks, insieme al suo fido aiutante-lampadina Edi, alle prese con una stampante 3D a tecnologia FDM (Fused Deposition Modeling).
L’estrusore sta dando vita a una paperella, una di quelle gialle con cui anni fa ci si divertiva nella vasca da bagno. Accanto, sotto, sopra alla stampante 3D si notano altre migliaia di paperelle, qualche souvenir della Tour Eiffel, un pupazzetto di un dinosauro, qualche dado da gioco, una manciata di mestoli da cucina e quattro scolapasta.
Un fumetto invece dà voce ad Archimede: “La genialità non sta nell’inventare una stampante 3D. Sta nell’inventarsi qualcosa di veramente geniale da stampare…”.
Come dire: di cianfrusaglie se ne possono stampare a milioni, ma c’era davvero tutto questo bisogno di inventarsi un nuovo metodo di produzione additiva se poi si traduce nella creazione di oggetti pressoché inutili?
Non c’è che dire: Archimede ha pienamente ragione!
Tra i makers, soprattutto quelli amatoriali, è diffusa la pratica dello stampare per il gusto di stampare. È lecito avere questa passione, ci mancherebbe. Ed è anche un hobby di tutto rispetto. Ma per l’appunto, la genialità è un altro paio di maniche.
Non prendiamoci in giro: stampare oggettini basic, magari scaricati da Thingiverse o da altri siti database di file STL, non ha senso. Un po’ perché senza la parte di modellazione un maker può fare ben poco, un po’ perché la cara vecchia pressofusione garantisce una qualità superficiale in ogni caso migliore di quella di un oggetto stampato in 3D (con tecnologia FDM) con tutte le ‘righine’ dei layer (salvo una minuziosa e dispendiosa post-produzione), un po’ perché la caratteristica fondamentale della stampa 3D è la possibilità di personalizzazione estrema del prodotto.
L’autore della vignetta in parte dice una cosa vera, dall’altra però denota una conoscenza grossolana della stampa 3D. Se è vero che inventare qualcosa di successo da stampare in 3D è difficile, è anche vero che la stampa 3D non è assolutamente pensata per produrre oggetti in stock, su larga scala.
La stampa 3D si rivolge ad aziende, studenti, privati che abbiano bisogno di un pezzo specifico. La stampa 3D è ancora in fase di evoluzione, ma serve a innovare in campo tecnico, nel medicale, nel dentale, addirittura nella produzione di tessuti organici utilizzabili per salvare vite in chirurgia, serve a migliorare la condizione di vita di persone disabili, serve a produrre pezzi di ricambio fuori produzione, serve a creare prototipi estetici CHE PRECEDONO una produzione su larga scala.
Archimede Pitagorico e la stampa 3D nel mondo Disney.
Dilettare i makers amatoriali va benissimo, per carità, ma non è qui che va ricercata la genialità. La genialità è già insita nella stampa 3D: è l’abbattimento di costi e tempistiche per la realizzazione di un oggetto unico e totalmente personalizzabile. Non pretendiamo dalla stampa 3D funzioni che non può e non deve svolgere: è un metodo di produzione, assolutamente innovativo, ma pur sempre un metodo di produzione. Tutto qui.
Questo non vuol dire che non è possibile in assoluto inventare un prodotto geniale tramite stampa 3D, anche perché qualcuno l’ha già fatto. È certamente possibile farlo, ma non arrovelliamoci troppo il cervello alla ricerca del prodotto del secolo: non è questo il compito della prototipazione rapida.
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Stampa 3D: ecco perché Archimede ha proprio ragione! ultima modifica: 2016-08-29T11:10:03+00:00 da Fabrizio Scalco

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