Armi stampate in 3D: a Singapore sei punibile con la pena di morte

Armi stampate in 3D: a Singapore sei punibile con la pena di morte

Ehi makers, attenzione a non affrontare un viaggio a Singapore con troppa leggerezza, perché potreste rischiare davvero grosso, addirittura la pena di morte.
Cioè, per essere condannati alla pena capitale dovete comunque impegnarvi (in negativo ovviamente), ma la possibilità è concreta. Anzi, è ancora più concreta dopo che una vicenda diventata di dominio pubblico sui social network ha fatto molto scalpore nella città-stato asiatica e ha portato alla ribalta il tema delle armi stampate in 3D.
Armi stampate in 3D: un revolver.
Nel gruppo Facebook chiamato We Are Against Pink Dot (Pink Dot è un evento organizzato dal movimento LGBT), tale Bryan Lim, che si definisce un padre di famiglia che vuole proteggere la sua nazione, chiede il permesso di “aprire il fuoco. Vorrei tanto vedere questi ***** morire per le loro cause”. Apriti cielo.
Lim ha ritrattato chiedendo scusa e spiegando quello che a suo dire è stato un equivoco: “Intendevo una morte ideologica, non fisica. E non mi riferivo ai partecipanti al Pink Dot, ma a Bloomberg e all’intervento di potenze estere nei problemi locali”.
Le sue giustificazioni tuttavia hanno scatenato il dibattito sull’uso delle armi a Singapore. Nel minuscolo Stato asiatico esiste già l’Arms and Explosives Act, una legge che punisce duramente il traffico, la fabbricazione e l’uso delle armi da fuoco: per chi maneggia o solo possiede un’arma illegale è passibile di carcere o di fustigazione e chi spara o tenta di utilizzare un’arma illegale può addirittura essere condannato alla pena di morte.
Roy Phang, consulente alla sicurezza di Singapore, ha parlato anche delle armi stampate in 3D: “Le armi stampate in 3D possono causare il caos a Singapore. La cosa spaventosa è: è possibile stampare in 3D e assemblare una pistola pezzo per pezzo utilizzando una stampante 3D desktop normale che costa meno di 500 dollari, e i progetti sono disponibili online, insieme a progetti più complessi. Secondo voi non è possibile che ci siano scenari di uomini armati impazziti per Singapore? Vi invito a ripensarci. Così la prossima volta che qualcuno fa una minaccia pubblica (e scellerata) online per sparare a chiunque, non liquideremo tutto come uno scherzo o un ‘non voleva dirlo letteralmente’”.
Considerando anche questa visione di Phang, il giornalista Belmont Lay ha voluto approfondire il discorso sulle armi stampate in 3D e su cosa rischia chi le produce e/o maneggia, interpellando l’Assistant Director della Polizia di Singapore, Ho Yenn Dar, che ha detto: “Abbiamo in atto leggi durissime contro il traffico, la fabbricazione e l’uso di armi da fuoco. Ciò vale anche per le armi da fuoco stampate in 3D. Ai sensi della legge sulle armi e sugli esplosivi utilizzare una stampante 3D per la produzione senza licenza di eventuali armi o di qualsiasi componente di eventuali armi è già un reato per chiunque”.
Morale della favola: una pistola stampata in 3D viene trattata alla stregua di una pistola normale. Ergo: si rischia la pena capitale.
In conclusione vi indichiamo un link di Thingiverse dove poter scaricare il file 3D di una pistola… che spara elastici, così non rischiate nulla –> http://www.thingiverse.com/thing:487065.
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Armi stampate in 3D: a Singapore sei punibile con la pena di morte ultima modifica: 2016-06-27T15:13:39+00:00 da Fabrizio Scalco

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