Sanità per tutti: rilevatore di anemia stampato in 3D

Sanità per tutti: rilevatore di anemia stampato in 3D

Non passa giorno in cui la stampa 3D non fornisca un’innovazione o una scoperta scientifica o tecnologica. L’ambito medicale, in particolare, offre sempre tantissimi spunti e soprattutto tantissimi prodotti creati con prototipazione rapida sviluppano e migliorano quotidianamente la qualità della sanità a disposizione dei cittadini/pazienti. Abbiamo già parlato sul nostro blog della Prima Conferenza Internazionale sulla stampa 3D applicata alla medicina e abbiamo già approfondito alcuni temi come la vertebra stampata in 3D che ha salvato un paziente dal cancro. Ora è il momento di annunciare un’invenzione della Kansas State University: un dispositivo biomedicale in grado di rilevare l’anemia su un paziente.
Anemia e stampa 3D: provette di sangue per le analisi.
Il meccanismo frutto dell’impegno dei ricercatori statunitensi funziona in modo molto semplice: il paziente si deve pungere il dito per fare fuoriuscire una piccola goccia di sangue, che poi deve essere posta su un apposito vetrino utilizzato per i test basati sulla scala cromatica. Il dispositivo stampato in 3D, attaccato a uno smartphone, ‘legge’ la composizione del fluido ematico, lo analizza e rivela la presenza di eventuale anemia.
Il dispositivo è composto da vari ‘strati’ di plastica trasparente stampati in 3D e al suo interno è contenuta tecnologia microfluidica. L’efficenza è impressionante: il risultato del test, ancora meglio di un laboratorio medico, è ottenibile in appena 60 secondi.
Il vero valore aggiunto però è il costo esiguo. Con pochissimi soldi infatti chiunque potrebbe procurarsi il dispositivo, garantendosi l’accesso a un servizio sanitario anche laddove la propria disponibilità economica non lo permetterebbe tramite esami specialistici direttamente in clinica. Questa invenzione per la diagnosi dell’anemia può essere considerata a tutti gli effetti un test point-of-care (POCT).
Anemia e stampa 3D: provette di sangue per le analisi.
Kim Plevniak, ricercatore del campus Olathe della Kansas State University, dopo più di un anno passato a lavorare sul progetto, ha dichiarato: “L’anemia è una condizione molto diffusa nei Paesi in via di sviluppo, anche se è facilmente curabile con integratori di ferro o vitamine e può essere prevenuta con una dieta sana”.
Al giorno d’oggi l’anemia (ovvero la condizione in cui nel sangue non siano presenti sufficienti globuli rossi per trasportare tutto l’ossigeno agli organi) affligge circa 2 miliardi di persone in tutto il mondo. Per questo il dispositivo stampato in 3D per rilevarla rappresenta un prodotto davvero utile e potenzialmente di larghissima diffusione.
Di queste 2 miliardi di persone più della metà sono bambini in età prescolare e le donne in gravidanza nei Paesi in via di sviluppo e circa il 30% dei bambini e delle donne nei Paesi industrializzati.
Anemia e stampa 3D: mappa della diffusione della malattia nel mondo.
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Sanità per tutti: rilevatore di anemia stampato in 3D ultima modifica: 2016-03-01T09:53:41+00:00 da Fabrizio Scalco

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